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Il tema del seminario è la funzione del sogno di rendere possibili al soggetto nuove esperienze, con passaggi mutativi generati da favorevoli, occasionali accordi interni inconsci tra Io, Super-io ed Es, che rendono a loro volta possibile una diversa ed innovativa esperienza del Sé: inteso qui non come area rappresentazionale di sé, ma come area esperienziale che i livelli noetici dell’Io possono riconoscere o no in maniera più o meno compiuta, e che il soggetto comunque giunge a sperimentare inaspettatamente, ma efficacemente, proprio nel sogno.


Il diritto all’ascolto dei minorenni è sancito dall’articolo 12 della Convenzione sui diritti dell’infanzia.
Il tema dell’ascolto del minore costituisce oggetto di numerosi strumenti sovranazionali, a partire dalla Convenzione dei diritti del fanciullo di New York del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 27 maggio 1991 n. 176 (art.12) e fino alla Convenzione di Strasburgo del 25 gennaio 1996, ratificata in Italia con legge del 20 marzo 2003 n. 77 (art.6). L’audizione del minore deve ormai considerarsi – anche all’interno dei giudizi di separazione e divorzio e di quelli correlati alla rottura di convivenze more uxorio – come dato indefettibile, pena la nullità del procedimento nel quale l’audizione non sia stata disposta senza la valutazione della capacità di discernimento del figlio e dell’eventuale pregiudizio che dall’audizione potrebbe scaturire.
Non meno significative sono apparse le questioni che ruotano attorno all’audizione del minore nei processi penali ove, anche per effetto di una serie di modifiche al codice di rito introdotte con le due leggi del 2006 e del 2009, ai minori dei diciotto anni è stata garantita una particolare tutela sia attraverso la statuizione di una “automatica ammissibilità” dell’incidente probatorio, per favorire una anticipazione dei tempi di assunzione della testimonianza del minore con riferimento a talune specifiche tipologie di delitti (quelli a sfondo sessuale, oltre al reato di maltrattamenti in famiglia), che attraverso la previsione di disposizioni speciali in ordine alla scelta del luogo e alle modalità di assunzione dell’esame del minore, finalizzate ad assicurare una più accentuata tutela delle esigenze personali del dichiarante.

Il lavoro clinico da remoto, con la mediazione della rete, nel corso della pandemia che ad oggi fa parte del quotidiano, rientra ormai della pratica professionale e sembra poter avere conseguenze durature.
Si presenta, dunque, la necessità di chiarire e punteggiare come l’uso dell’online permei il lavoro clinico e come sia imprescindibile una valutazione clinica su quello che significa e che comporta l’utilizzo di un setting virtuale.
Sarà quindi interessante riflettere sugli aspetti del setting e del lavoro clinico che riteniamo imprescindibili, e sull’importanza della flessibilità, cruciale sempre, ma in particolare in questo momento storico e sociale.
Quali sono le alterazioni del setting che interferiscono e quali, invece, possono considerarsi vantaggiose?
Proviamo a considerare, insieme al dr. Goisis e al dr. Merciai, le peculiarità del setting virtuale.

A cent’anni dalla sua pubblicazione, il Test di Rorschach è ancora uno degli strumenti più utilizzati per le sue impareggiabili caratteristiche di lettura del funzionamento di personalità. La celebrazione del centenario, organizzata dal Centro Studi per la Cultura Psicologica in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, vuole essere un’occasione di riflessione sulla passata, presente e futura applicazione dello strumento per rispondere alle tante domande ancora aperte.

👉 Scopri di più: https://www.centroscp.com/psychodiagnostik-100annidirorschach/

Il Consulente Tecnico di Parte in continuo equilibrio tra istanze valutative e trasformative

L’art.111 della Costituzione, sancisce che ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti.

La regolare costituzione del contraddittorio è quindi un principio fondamentale del processo civile e si estende quindi a tutte le parti del processo, inclusi gli accertamenti tecnici.

I Consulenti Tecnici di Parte sono soggetti cui appartiene una conoscenza specialistica che il Giudice o le parti coinvolte in un procedimento civile o penale ritengono funzionale al lavoro di causa. Devono quindi possedere, a norma di Codice Deontologico (nel caso degli Psicologi il riferimento è l’art. 5) le conoscenze e competenze necessarie e sufficienti ad adempiere al compito loro assegnato. Il ruolo del Consulente Tecnico di Parte risulta sospeso tra la pratica giuridica e il sapere clinico.

Non “solo uno psicologo” quindi e nemmeno “solo un clinico” stretto tra vincoli deontologici, procedurali e metodologici specifici.

Sempre di più nello scenario attuale, la consulenza tecnica di parte rappresenta non unicamente la fotografia immobile di una vicenda o di un contenzioso. Non di rado a beneficio delle parti e delle persone in causa è importante evidenziare risorse o prospettive alternative al contenzioso futuro. In tal senso la consulenza tecnica diventa, anche con riferimento ai tempi che la caratterizzano, un’esperienza ad alto potenziale trasformativo. A tutela dei minori, della biografia familiare, della famiglia. A prevenzione di ulteriori ed eventuali esiti sintomatologici che il conflitto potrebbe produrre. Sempre più frequentemente fra le competenze di un consulente tecnico è richiesto di poter leggere, esplorare e costruire l’opportunità di un invito a intraprendere futuro percorsi di ADR (Alternative Dispute Resolution) quali la mediazione familiare.

In questo senso nella formazione specifica del consulente tecnico si rivela preziosissimo il bagaglio di conoscenze relativo agli strumenti e agli interventi endoprocessuali ed esoprocessuali che insistono sulle famiglie prima, durante o dopo lo svolgimento di una consulenza tecnica.